Programma di viaggio

Namibia. Le cronache della Terra.
febbraio 2020

Il programma è illustrato dalle foto realizzate dai partecipanti dei viaggi in Namibia dal 2013 al 2018

Giorno 1. Arrivo a Windhoek. Introduzione e riposo.

Aeroporto internazionale Hosea Kutako - hotel 30 min

Hotel - Winhoek 1 ora

Arriviamo all'aeroporto della capitale  – la città di Windhoek. Alloggiamo vicino a Windhoek in un hotel che dispone di un’ottima vista della savana e anche di un gustoso ristorante. Qua rimarremo fino alla mattina seguente. Windhoek è una piacevole e intima città situata all’altitudine di oltre 1500 mt. sopra il livello del mare. Ci riposiamo un po' dopo il volo e andiamo a fare una passeggiata in città. Il centro della capitale è pieno di grattacieli moderni, qui si concentra la vita economica del paese ed è notevole il contrasto non appena fuori dal centro dove sono presenti solo case ad un piano. Windhoek non assomiglia agli stereotipi di una "città africana", è infatti in realtà un centro confortevole e sicuro di un paese ricco. A Windhoek rimaniamo una sola notte per riposare prima del lungo viaggio. La sera andremo in un bel ristorante per la cena di benvenuto.


Giorno 2. Alberi “faretresi”. Fish River Canyon.

Windhoek - "Il bosco di aloe" - 6 ore

"Il bosco di aloe" - Fish river Canyon 2 ore

Oggi ci aspetta una lunga ma molto interessante strada che ci porta al sud del paese. Prima di arrivare a Keetmanshoop, la capitale non ufficiale del sud della Namibia, ci fermiamo in una straordinaria riserva privata.

I proprietari di una fattoria storica permettono di visitare questa autentica meraviglia naturale che si trova sul loro territorio.

Qui si è formato un bosco di alberi di aloe giganteschi - piante strane e assurde che i Boscimani hanno chiamato "Alberi faretre". Il motivo è dato dal fatt che i loro rami cavi all’interno sono ideali per fare le faretre per le frecce. Questi boschi di aloe “dichotoma” di altezza compresa tra i quattro e i sette metri in mezzo ai totem di cubi megalitici di granito cambiano la nostra idea di dimensione.

Nella fattoria vivono anche i ghepardi che si possono prudentemente accarezzare. Molto prudentemente.

Continuiamo verso il sud. Le ore di strada ci ripagano con una bellezza sorprendente, a volte cosmica e insolita. Oggi vediamo tutta la diversità del deserto.Facciamo un salto ad un motel concettuale costruito nello stile "American road". Qui si trova il museo delle stupende automobili storiche.

Finalmente arriviamo a una delle curiosità maggiori del paese. Il Canyon di Fish River è il secondo canyon più grande del mondo dopo il Gran Canyon degli Stati Uniti d’America.

La vista del Grand Canyon di Fish River è fantastica, in questo luogo un fiume piccolo come il Fish è riuscito a scavare una gola immensa con doppiofondo.    

Ci fermeremo per la notte in un eco-lodge non lontano dal canyon.


Giorno 3. Luderitz

Fish river Canyon - Luderitz 6 ore

Il nostro viaggio verso l'oceano Atlantico passa attraverso le steppe e i veld.

A metà strada ci aspettano mandrie di cavalli selvaggi. Queste amichevoli creature pascolano nei campi in mezzo alla savana. Qua non ci sono grandi predatori, la caccia è proibita, il che permette ai cavalli di vivere in pace. Potremo avvicinarli tranquillamente, non sono affatto paurosi, al contrario, sono molto curiosi.

Mentre ci avviciniamo all’oceano i paesaggi diventano sempre più collinari. Arriviamo a Luderitz, una cittadina di origine tedesca, oasi di prosperità tra deserto e oceano.

Luderitz è una città-porto fondata dai coloni tedeschi alla fine dell‘800 e piena di attributi della vecchia Europa. Qui vivono generazioni di persone bianche che vedono l’Africa come la propria patria essendo nate e cresciute in questo luogo pur avendo gli avi completamente europei.

Il nostro alloggio per 2 notti diventerà un hotel dove l'oceano è visibile da ogni finestra.

A Luderitz si trova una fattoria di ostriche; in un piccolo ristorante locale queste vengono servite freschissime accompagnate dall'ottimo vino sudafricano a prezzi ridicoli.


Giorno 4. La città fantasma Kolmanskop

La mattina andiamo a vedere una città fantasma mistica e insolita.  Questa ex-miniera di diamanti una volta prosperosa è stata abbandonata mezzo secolo fa. Il deserto ha iniziato ad inghiottire lentamente ed inesorabilmente la cittadina e tutto ciò in essa compreso: case, scuole, ospedali...

Oggi questa città abbandonata è diventata un museo all'aperto somigliante al set di un film horror americano.

Continuiamo il viaggio lungo i fiordi e visitiamo il Diaz Point dove sbarcò il primo uomo europeo Bartolomeo Diaz, il grande navigatore portoghese per il quale una grande croce nera di pietra si innalza sopra il mare agitato.

Facciamo un giro in barca e visitiamo le isole per vedere gli stormi di pinguini che le abitano. Queste creature spassose col dignitoso nome di "pinguino africano", vivono non solo in Antartide ma anche nelle acque calde del sud dell’Africa. Le specie locali sono più piccole, più veloci e più allegre dei loro fratelli. Sono molto amichevoli, curiosi e si lasciano avvicinare senza problemi.

Potremmo incontrare anche i fenicotteri rosa, le lontre marine e i pellicani. Godiamo dei paesaggi stupendi e facciamo un picnic a bordo con le famose ostriche di Luderitz e il vino bianco.

Trascorreremo la serata in un ristorante con vista oceano oppure in un bar tedesco concettuale - scegliamo tutti insieme.


Giorno 5. Viaggio nel deserto Namib

Luderitz - Sesriem - 8 ore

Dopo la colazione abbondante ripartiamo. Oggi la nostra strada si svolge lungo il confine del deserto più antico del mondo. Il deserto del Namib esiste da oltre 80 milioni di anni!

Ci aspetta un tragitto lungo ma bellissimo. Ci fermiamo a fare benzina e bere un caffè alle fattorie sperdute prima di raggiungere l'oasi di Sesriem che si trova nel cuore del deserto. Intorno a questa oasi per decine di chilometri non ci sono altri paesi. Ci fermeremo per una notte in un eco-lodge nelle vicinanze del parco nazionale "Namib Naukluft".

Ora, pensate di vedere l'alba dal finestrino di un jet privato. Il deserto Namib osservato librandosi come un uccello, è uno splendido e maestoso spettacolo impossibile a descrivere. Guardate le foto! Tutto questo è possibile facendo un volo a bordo di un piccolo «Cessna», bisogna solo concordare  un paio di giorni prima con l’organizzatore.



Ceneremo in un ristorante vicino al parco che offre diverse varietà di selvaggina e la vista sul deserto.


Giorno 6

Sesriem - le oasi Sossusvlei e Deadvlei -Sesriem. 2 ore

La mattina entriamo nel profondo del deserto. La nostra meta è la misteriosa oasi di Dedalei. La strada ci porta al letto del fiume Tsauchab. Questi bellissimi posti sono da sempre disabitati ed incontaminati. Su questo territorio è vietato risiedere e cacciare.

Seguiamo il letto del fiume e arriviamo all'oasi Sossusvlei, il fiume si unisce con la strada e l’ombra degli alberi è l’unico riparo per le antilopi dal sole ardente.

Vicino a Sossuvlei si trova un'altra oasi, Deadvlei che si traduce dall'afrikaans come "la palude morta", è un posto unico, diventato il più famoso di tutta la Namibia. Di quest’oasi una volta verde è rimasto solo un lago di argilla bianca salata e i tronchi anneriti delle acacie morte. Il paesaggio surreale è delimitato dalle alte dune arancioni che circondano "la palude".

Torniamo alle porte del parco per pranzare. Più tardi vedremo il tramonto dalle dune guardando le antilopi pascolare.


Giorno 7. Swakopmund - il ritorno all’oceano.

Sesriem - Swakopmund 6 ore

Arriviamo nella città di Swakopmund - la seconda città più grande del paese dopo Windhoek. La città - una ex colonia inglese - non è però il nostro obiettivo primario. Ci troviamo qui infatti per ammirare i fenicotteri che passeggiano in una baia nelle vicinanze. Andiamo a trovarli e continuiamo la giornata a Swakopmund.

Swakopmund è la "sorella" della già visitata Luderitz, qui gli accoglienti quartieri "europei" sono costruiti in mezzo alle maestose dune di sabbia, ai deserti rocciosi e all'oceano aperto.

Ceneremo in un ristorante di pesce situato in un posto molto romantico - alla fine di un lungo molo proprio sopra l'oceano.


Giorno 8. Il calore dell'età della pietra nel deserto Damaraland

Swakopmund - Twyfelfontein 6 ore

A sud del Kaokoland e a nord del deserto Namib si estende il deserto di pietra di Damaraland. Qui si ergono enormi megaliti che sembrano caduti dal cielo e dispersi sulla superficie della terra.

Improvvisamente davanti a noi sorge la montagna Braenberg - una solitaria massa di pietra nera nel mezzo del terreno incolto.

Non lontano da qui migliaia di anni fa si trovavano le stazioni preistoriche.  A Damaraland vedremo la pittura rupestre dell'età della pietra; questi esempi perfettamente conservati sono noti in tutto il mondo.

Pernotteremo in un hotel accogliente in mezzo alla natura selvaggia. La notte che trascorreremo qui sarà magia allo stato puro.


Giorno 9. Trasferimento al nord.

Twyfelfontein - Opuvo - 6 ore

Il nord è la regione più popolosa della Namibia. Qua deserti e savane lasciano il posto a paesaggi più verdeggianti e adatti ad uno stile di vita semistanziale. Circa la metà della popolazione di tutto il paese vive in questa stretta striscia verde della Namibia del nord. Qui vivono le tribù di lingua bantu - Shivambu, Herero e Himba. L’ultima è meritatamente considerata una delle più belle etnie dell'intero continente.

Alloggiamo in un bel lodge confortevole sulla cima di una collina. Il grande terrazzo con la piscina offre una vista meravigliosa.

Le tribù che ci interessano vivono fuori città, le visiteremo domani. Oggi invece visitiamo Opuvo - una vera cittadina africana senza compromessi. I rappresentanti delle diverse tribù che passeggiano nei dintorni rendono la città allegra e stravagante. La moda eccentrica e un autentico mercato africano avvicinano Opuvo alle città del centro Africa.


Giorno 10. Le tribù antiche del nord della Namibia

Opuvo - villaggi di Himba, Demba, Herero - Opuvo 1 ora e 30 minuti

Le tribù di Himba sono le vere "stelle" tra tutte le tribù africane. A differenza della maggior parte delle tribù, esse sono raramente tentate dai benefici della civiltà e preferiscono invece vivere la vita tradizionale. Questo è in parte dovuto ad un fascino speciale e alla particolare bellezza delle tradizioni di questo ethnos. In ogni caso, abbiamo ora l'opportunità di ammirare questo popolo brillante e originale che non ha subito cambiamenti nei secoli addietro.

Molto probabilmente incontreremo per lo più donne e bambini poiché la maggior parte dei maschi adulti vive semi-nomade e scompare per mesi per cacciare. Tuttavia, faremo conoscenza con il capo tribù e probabilmente, incontreremo altri maschi che preferiscono alla caccia la protezione delle donne. Con un pizzico di fortuna, saremo in grado di comunicare con i maschi cacciatori della tribù anche se è difficile da garantire, il villaggio di Himbu non è un museo.

Va notato che a differenza delle altre tribù che sostengono la via tradizionale in parte per scopi commerciali, la vita degli Himba non è in alcun modo una finzione. Come è giusto che sia, non visitiamo la tribù a mani vuote ma offriamo al capo e alle donne del cibo e compriamo i gioielli fatti a mano da loro. Percepiremo appieno quanto sincere e genuine siano queste persone.

Allo stesso tempo, gli Himba sono persone di una consapevolezza straordinaria; nonostante la nudità che li contraddistingue e che ci potrebbe trarre in inganno, facendoci pensare che non abbiano senso del pudore, essi hanno una forte conoscenza del loro valore e della loro forza.

Passeremo con loro la serata e il mattino seguente per osservare la vita quotidiana, come cucinano e educano i bambini, come si vestono le ragazze giovani e come si truccano; quest’ultimo è un processo molto lungo e complesso e potremo anche provare alcuni trattamenti utilizzati da secoli.

Visiteremo anche un altro villaggio tradizionale dove incontreremo gli Himba che sono diventati "cittadini" e che hanno cambiato il loro nome in “Herero”. Il loro aspetto rimane comunque bizzarro – dopo aver fatto conoscenza con i coloni bianchi, si sono vergognati della loro nudità tradizionale e le donne hanno deciso di rimediare alla situazione indossando 8-9 abiti allo stesso tempo. Vestite così le donne si muovono lentamente e senza fare movimenti inutili,  cercando di assomigliare, detto con le loro testuali parole, ad una “bella e grossa mucca”.

In un altro villaggio tradizionale incontreremo i Demba, il popolo che si separò dagli Himba un paio di secoli fa e visse per un pò di tempo a nord, in Angola. Apparentemente, essendo entrati in stretto contatto con le tribù locali, acquisirono caratteristiche che differivano in qualche modo dalla loro cultura e cambiarono anche i canoni della decorazione esterna. I Demba si pettinano in un altro modo, usano altri ornamenti, non si truccano con l’ocra e non usano incensi. Tuttavia, la loro lingua li lega agli Himba e spesso i rappresentanti di questi due popoli vivono insieme.


Giorni 12 e 13. Parco nazionale d'Etosha - il regno degli animali

Opuvo – parco nazionale di Etosha di circa 3 ore.

Safari circa 3 ore.

Oggi raggiungiamo uno delle più ricche riserve della fauna africana - il grande Etosha. Qua la concentrazione di animali raggiunge valori incredibili.

Attraversiamo una parte del parco con il nostro mezzo e poi facciamo il safari in 4x4 con una guida esperta. Avremo la possibilità di vedere una grande varietà di fauna selvatica africana – qui vivono elefanti, leoni, ghepardi, leopardi, rinoceronti, iene, zebre, molte specie di antilopi e altri animali e uccelli. Dopo numerosi animali già incontrati durante il nostro viaggio, ci troveremo oggi di fronte a tante altre nuove specie non ancora ammirate.

Ovviamente la riserva non è come uno zoo, ma è natura selvaggia che non ci chiede dove e come mostrarsi. Non c'è la garanzia che tutti gli animali africani facciano una parata davanti a noi. Ma l'Etosha è un parco molto ricco e ci sono altissime possibilità di vedere tutti gli abitanti della savana.


Giorno 13. Ritorno nella capitale. Cena di arrivederci.

Etosha - hotel vicino a Windhoek - 6 ore

Oggi torniamo a Windhoek senza nessuna fretta. Visitiamo negozi dove si possono comprare regali di vario genere – da pelli di antilope a armi antiche dei Boscimani.

In un hotel vicino a Windhoek faremo la nostra ultima cena insieme, pieni di impressioni indimenticabili e in attesa di scoperte future.


Giorno 14. Ritorno a casa

Hotel - aeroporto 30 minuti